TUTTI IN SCIOPERO VENERDI' 21 MAGGIO 

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L’appuntamento per le lavoratrici e i lavoratori pubblici è a Roma per la grande manifestazione nazionale che partirà da piazza Indipendenza alle ore 9,30 per giungere al ministero del Welfare. I lavoratori dei beni culturali si concentreranno poi in via del Collegio Romano per condannare la politica del ministro Urbani a sostegno delle privatizzazioni e chiedere la stabilizzazione dei precari.  

PERCHE’ LO SCIOPERO GENERALE 

La politica dei redditi, sostenuta dalla concertazione sindacale, insieme all’abolizione della scala mobile, ha prodotto una perdita del potere d’acquisto degli stipendi del 17,9% come testimoniano diversi istituti di ricerca;

  L’introduzione, con il pacchetto Treu prima e con la legge 30 poi, delle più svariate forme di contratti precari (tempo determinato, co.co.co., interinali, a progetto, ecc.) è stata la legalizzazione del precariato anche nella pubblica amministrazione dove il fenomeno interessa, dati Aran, 256.370 lavoratori;

Le privatizzazioni di interi settori pubblici attraverso le varie riforme Bassanini, ora utilizzate pesantemente dal governo Berlusconi, stanno portando allo smantellamento dei servizi pubblici con pesanti ricadute su dipendenti e cittadini;

L’attacco del governo alle pensioni, partito dieci anni fa con la riforma Dini, ha l’effetto di rendere estremamente incerto il futuro dei lavoratori e scippare loro anche la liquidazione per alimentare il mercato finanziario attraverso i fondi pensione;

Le politiche fiscali, all’insegna dei parametri di Maastricht, con il falso messaggio della riduzione delle aliquote Irpef hanno il duplice scopo di ridurre realmente le tasse solo ai profitti e ai redditi alti e costringere le autonomie locali, strangolate dai tagli dei finanziamenti statali, a imporre nuovi balzelli, soprattutto sui redditi da lavoro dipendente, per poter mantenere i servizi sociali erogati (sanità, servizi alla persona, ecc.) a livelli inverosimilmente accettabili.

E’ altresì inaccettabile il modo con cui questo governo sta affrontando i problemi dei propri dipendenti con ritardi nei rinnovi dei contratti, tagli degli stanziamenti, rifiuto di qualsiasi confronto con i lavoratori, risorse irrisorie (50 euro) per i contratti, nessuna previsione di assumere i precari (anzi).

Da alcuni mesi a questa parte stiamo assistendo ad una vera e propria rivolta del mondo del lavoro , gli autoferrotranvieri prima, alcuni settori del pubblico impiego poi, e poi gli operai di Melfi e i lavoratori dell’Alitalia, dimostrano, oltre la rabbia ed il disagio per una condizione di vita oramai insopportabile, una grande determinazione nel voler affrontare e risolvere i loro problemi a partire dalla questione salariale, scavalcando le gabbie concertative di Cgil, Cisl, Uil.


Oggi è necessario il rilancio dell’iniziativa dei lavoratori pubblici, di un nuovo protagonismo di tutto il lavoro dipendente per sconfiggere definitivamente la politica di concertazione e, rimettendo al centro gli interessi generali dei lavoratori, avviare una inversione di tendenza nelle scelte politiche neoliberiste del Governo.

PER

IL RINNOVO IMMEDIATO DEI CONTRATTI PUBBLICI

L’ASSUNZIONE DI TUTTI I LAVORATORI PRECARI DELLA P.A.

SALARI EUROPEI

UNA NUOVA SCALA MOBILE 

IL RILANCIO E LA RIQUALIFICAZIONE DELLA P.A. 

UN FISCO PIU’ EQUO E SOLIDALE 

IL DIRITTO AD UNA VECCHIAIA DIGNITOSA

 

I lavoratori del Ministero beni e attività culturali aderiscono allo sciopero generale per contrastare la politica del governo in tema di beni culturali che taglia i fondi e abbandona Archivi e Biblioteche, crea precari su precari, non assume personale, vuole fare “cassa” con la svendita dei monumenti, realizza una riqualificazione del personale iniqua, selettiva, discriminatoria.

Pertanto il 21 maggio

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Ore 9,30

Tutte e tutti in p.zza Indipendenza

Roma, 10 maggio 2004


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