“…si riscontra la mancanza del rispetto delle più elementari norme di sicurezza sul lavoro”

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con questa lapidaria frase alle ore 7,40 circa di ieri 23 aprile 2003 l’inviato del TG3 Lazio ha concluso il suo servizio sull’ennesimo, tragico incidente sul lavoro avvenuto ad Artena (Roma) che è costato la vita a due lavoratori e causato il ferimento di un terzo.

Altre  vite umane sacrificate sull’altare del  liberismo, della riduzione dei diritti, aziende che per conseguire più profitti riducono i costi del lavoro risparmiando anche sulla sicurezza perché sanno perfettamente che i controlli degli ispettori del lavoro ci saranno, se ci saranno, sporadicamente, considerato l’esiguo numero degli ispettori in relazione al numero delle aziende - 1300 ispettori su tutto il territorio nazionale per milioni di aziende medie, piccole e grandi.

Quindi, la vigilanza non rappresenta assolutamente un deterrente per le aziende, considerato il lasso di tempo che può intercorrere tra una ispezione e l’altra. Né rappresenta un deterrente qualche vetrinetta che, quando serve, il Ministro del Lavoro mette in campo: “ emersione del sommerso “ o altro. Occorre un numero di ispettori del lavoro proporzionato al numero delle aziende presenti sul territorio e l’utilizzazione di tutti coloro che sono in possesso della qualifica ispettiva.

Occorre una legislazione del lavoro che garantisca realmente i diritti fondamentali dei lavoratori quale il diritto alla vita, il diritto alla sicurezza dei cantieri, il diritto ad un giusto salario, il diritto alla dignità del proprio ruolo che crea ricchezza per le aziende.

La RdB del Ministero del Lavoro ha sempre denunciato l’esiguità numerica degli ispettori presenti sul territorio e proprio l’altro giorno ha consegnato al Ministro Maroni ed al Direttore Generale Dott. Notaro un documento che tra l’altro denuncia la mancata utilizzazione di tutto il personale ispettivo poiché svolge funzioni amministrative presso la sede centrale del Ministero e presso gli Uffici Periferici, chiedendo l’immediata utilizzazione nelle funzioni proprie, previo un’adeguata formazione laddove occorre, considerato che tanti ispettori, per esigenze di servizio o personali non hanno mai svolto, o quasi, le proprie funzioni.

Chiaramente quest’ultima considerazione, visto il numero degli ispettori, rappresenta una goccia nell’oceano e non è comunque sufficiente. Occorre attivare immediatamente la procedura per l’assunzione dei 1000 ispettori, che tra l’altro era prevista nel biennio 2000 – 2001.

Certamente si deve determinare un’inversione di tendenza rispetto alle politiche liberiste che da anni stanno riducendo sempre di più i diritti dei lavoratori. Pertanto, è necessario ed indispensabile estendere i diritti a partire dal reintegro sul posto di lavoro per quei lavoratori occupati presso le aziende con meno di quindici dipendenti.

Roma 24 aprile ’03                                                           

p. Federazione RdB P.I.
Cataldo Di Napoli