A… RUBA(TI) I CREDITI INPDAP

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Con estrema soddisfazione l’Ufficio Stampa del ministero dell’Economia e il Commissario straordinario dell’Inpdap hanno annunciato la chiusura anticipata della raccolta degli ordini per il collocamento della cartolarizzazione dei crediti Inpdap a causa della richiesta ormai superiore ai 10,5 miliardi di euro a fronte dei 4,2 miliardi di offerta.

Soddisfazione di Tremonti, quindi, per la riduzione del deficit pubblico.

Ma perché tanto entusiasmo intorno a questa operazione?

- Per il fatto che questi crediti, vantati dall’Inpdap nei confronti dei dipendenti pubblici, sono garantiti dal fatto che il loro recupero viene operato direttamente sulle buste paga o, in caso di pensionamento, sull’indennità di fine rapporto.

- Perché, a fronte di 4,2 miliardi di euro si dovranno sborsare solo 4 miliardi con un guadagno netto di 200 milioni da parte degli speculatori finanziari.

- Perché con questi soldi “freschi” Tremonti potrà tappare qualche buco di bilancio a costo zero, in quanto i crediti sono soldi dei dipendenti pubblici che versano mensilmente lo 0,35% dello stipendio in un fondo Inpdap destinato alle attività sociali per i dipendenti, tra cui i crediti.

Questa è l’ulteriore dimostrazione dello sprezzo ed arroganza di questo governo nei confronti dei suoi dipendenti. E dopo aver stanziato poche briciole per il rinnovo dei contratti 2004-2005, ora infila le mani nelle loro tasche e fa razzia.

La RdB pubblico Impiego sta valutando tutte le possibili iniziative da mettere in campo per contrastare questa odiosa operazione a danno dei lavoratori pubblici, non ultima una iniziativa legale che denunci l’incostituzionalità di quello che si può definire furto con scasso da parte del ministro Tremonti.

Roma, 19 novembre 2003

p/Direzione Nazionale
Giuliano Greggi